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PESCOCOSTANZO
Pescocostanzo è un comune dell'Abruzzo e conta circa 1.196 abitanti.
Appartiene alla Comunità Montana Alto Sangro e Altopiano delle Cinque Miglia.
Fa parte del Club dei Borghi più belli d'Italia è un centro di antica origine e luogo di intensa civiltà, può vantare una favorevole temperie culturale, esemplata dall’eccezionale patrimonio di monumenti rinascimentali e barocchi a testimonianza della straordinaria vicenda artistica e culturale che sviluppò soprattutto tra il 1400 e il 1700.
La visita al centro storico può iniziare dalla Chiesa di Gesù e Maria e dall’annesso Convento dei francescani, cui si arriva dalla stazione percorrendo un lungo viale costeggiato dai giardini pubblici. Proseguendo sulla via Colecchi, si notano il fronte principale di Palazzo Sabatini, ricco di portali, balconcini e decori in pietra, e la casa natale di Ottavio Colecchi, matematico e filosofo. Si arriva in breve allo slargo su cui si affaccia la Collegiata di Santa Maria del Colle (XIV-XV sec.), il monumento più insigne di Pescocostanzo ed occupa la posizione predominante rispetto all’impianto rinascimentale della città.
Sicuramente per il patrimonio d’arte e la ricchezza di arredi che conserva, la Basilica va considerata uno dei templi più interessanti della Regione Abruzzo, nonché un museo dell’artigianato artistico rinascimentale e barocco. Infatti, gli arredi interni di marmo, legno e ferro battuto, tutti di pregiatissima fattura, sono stati eseguiti principalmente da artigiani del posto, in quanto Pescocostanzo tra il 1600 e il 1700 è stata una fucina di grandi artigiani-artisti.
Sulla stessa scalinata della Collegiata si affaccia un’altra chiesa degna di attenzione, Santa Maria del Suffragio dei Morti, che vanta un portale secentesco, un soffitto a cassettoni in legno e un grandioso altare scolpito nel legno di noce, terminato da Ferdinando Mosca nel 1716. Vicino si ammirano Palazzo Coccopalmeri (sec. XVII), e Palazzo Colecchi dalla severa architettura cinquecentesca. Risalendo si entra in Piazza Municipio, una di quelle piazze italiane che sorprendono il visitatore per il meraviglioso effetto d’insieme.
Vi si affaccia da un lato l’ex Monastero di Santa Scolastica, costruito nel 1624 su disegno di Cosimo Fanzago, con la facciata movimentata da sei scenografiche nicchie cieche in pietra (al posto delle finestre, essendo destinato a monache di clausura) e da una grande gronda sorretta da mensole a forma di drago.
Qui, nel luogo del castello e della chiesa di Sant’Antonio, si è sviluppato il nucleo più antico del borgo, il “Peschio”.
E da questa roccia, lo sguardo si apre agli altopiani, ai boschi e ai monti circostanti.
Ridiscesi al “largo”, si incontrano il Palazzo del Governatore, recentemente restaurato, e il cinquecentesco Palazzo Comunale con la torre dell’orologio. Imboccando a sinistra Corso Roma, si entra nella parte più interessante del centro storico per l’edilizia civile minore, che assume caratteri di straordinaria peculiarità espressiva.
COME ERA PESCOCOSTANZO...
Tra i palazzi degni di nota, si incontrano Casa D’Amata (sec. XVI) con il caratteristico “vignale” (il pianerottolo su scala esterna), il Palazzo Grilli (sec. XVI) con quattro torrette angolari e due portali in pietra lavorata, e il Macello cinquecentesco. Tornati sul Corso, vediamo la severa architettura di Palazzo Mansi (sec. XVI) con il suo splendido portale e, sulla destra, una fila di abitazioni dei secoli XVI e XVII, con le tipiche logge e scale esterne. Svoltando a sinistra per via S. Francesco, dopo Palazzo Grillo si incontra Palazzo De Capite con belle opere in pietra datate 1850, e la chiesetta di S. Giovanni con portale e rosone di metà Cinquecento.
Nello slargo successivo ci accoglie la cinquecentesca Fontana maggiore, cui sta di fronte, su una breve salita, Palazzo Colecchi (1771) dalle linee armoniose e leggiadre.
Superato l’angolo, a destra si osserva Palazzo Cocco, pure barocco, e sulla sinistra, in un vicolo, Palazzo Ricciardelli (sec. XVI) con un bel portale e i balconi a pancia in ferro battuto.
Superate a sinistra le caratteristiche case a schiera sei-settecentesche, si arriva a via della Fontana, dove si nota a sinistra Palazzo Pitassio.
Di qui si raggiunge la piazzetta dove sta la piccola Chiesa di Santa Maria del Carmine (1645), nei cui pressi sorge Palazzo Mosca (1564), della locale famiglia di intagliatori e maestri dell’arte lignea, sede fino al 1860 di una scuola di diritto canonico.
La visita si conclude con Casa Rainaldi, ennesimo trionfo del barocco (portale, balconi e finestre) in questo splendido borgo.
Il prodotto del borgo
Sono ancora fiorenti alcune espressioni artigianali di antica tradizione, quali l’oreficeria in filigrana, il merletto a tombolo, la lavorazione del ferro (oggetti per la casa in ferro battuto) e del legno (grazie a una scuola di eccellenti intagliatori).
Le donne di Pescocostanzo lavorano in genere per conto terzi, ma qualcuna ancora vende direttamente a casa i suoi preziosi merletti realizzati al tombolo, anche su disegno.